Intervista a Panos Manikis in coda all'incontro 19-31 agosto nel centro di agricoltura naturale di Klisochori-Edessa (GR).
Andando a Klisochori trovai cio’ che avevo letto sui libri di Fukuoka e alla fine dei 15 giorni passati insieme a molte persone e di diverse nazionalita’ (le presenze oscillavano ogni gg. tra le 35 e le 70 persone) ho chiesto a Panos cosa ne pensava di questa situazione italiana dove il metodo naturale era praticamente fruibile solo pagando o con dei corsi solo a pagamento, mi ha confermato che questa pratica e’ usuale anche in altri paesi. La risposta di Panos e' stata:
io-noi abbiamo ricevuto in dono questa pratica e cosi’ deve essere trasmesso.
Il denaro altera le cose, non si deve pagare per conoscere,
-->la domanda da farsi e’ questa: chi non ha denaro puo’ entrare in paradiso?
Panos hai qualcosa da dire per iniziare questa conversazione? Si, abbiamo invitato tutti a questo incontro, anche attraverso il nostro sito naturalfarming.eu per ricordare la scomparsa di Fukuoka (scomparso nel 2008) e per la gioia di festeggiare la sua memoria ma anche per stare assieme, perche’ dopo la sua morte non c’e’ piu’ un leader. Penso che oggi non sia necessario avere uno o piu’ leader perche’ tutti devono essere leader di se stessi, tutti dobbiamo imparare questo metodo di fare palline, questo ordine naturale: per gli orti di sussistenza, per le fattorie naturali, per ri-vegetare i deserti e le nostre spoglie montagne. Per trasmettere queste informazioni ad altri e promuovere questa attivita’ senza mettere di mezzo i soldi senza mettere questo per il nostro egoismo. Mi ricordo che quando Fukuoka era qui in Grecia fermava ogni ora il lavoro per parlare, era faticoso ma lui diceva che se una persona non capisce bene tutto il lavoro da fare, questo potrebbe andare distrutto, e se non si capisce e’ allora che abbiamo bisogno di un leader che ci conduca. La cosa piu’ importante e’ servire la natura, quando uno serve la natura serve anche l’umanita’ e non il contrario. Sono molto contento che siano venute molte persone oltre ai tanti Italiani ma anche dal Sud-America e credo proprio che la’ sia gia’ iniziato qualcosa, quando ho visitato ultimamente quei paesi Uruguay, Cile, Argentina, Brasile ho visto la gente non solo entusiasmata per la filosofia ma anche per la pratica. Questo settembre che andremo a seminare in Patagonia credo che sara’ un inizio molto importante, interessante e necessario per dare un supporto a questa gente in modo da aiutarla non con soldi ma con semi. Perche’ queste persone vivono in condizioni estreme, questi indigeni di Patagonia sono molto poveri, allevano pecore ma non e’ sufficiente per loro, cosi’ possiamo mostrare loro che l’agricoltura puo’ essere meglio dell’allevamento e puo’ essere un inizio grande, non solo per gli indigeni ma anche per la loro terra perche’ con milioni di animali che insistono su quei territori non c’e’ speranza di rinverdire. Una cosa importante e’ che oggi laggiu’ ci sono almeno 10 persone che sono seriamente interessate e questo puo’ essere davvero un inizio grande .
Quali informazioni pensi siano utili da trasmettere? Penso che le persone che vengono qui o sono venute negli anni passati devono fare la loro esperienza diretta, la cosa importante per chi coltiva e’ fare un cammino anche se chi coltiva utilizzasse il 10% il 20 % della propria superficie coltivata con l’agricoltura naturale va bene, ma lo deve fare. Io credo che bisogna capire che questo metodo di agricoltura non e’ solo una filosofia, solo una teoria o solo una pratica e’ una soluzione unica che comprende tutte e tre queste cose. Secondo me questa e’ l’unica soluzione che puo’ risolvere i problemi che ha creato la mente umana nella natura e anche se gli altri metodi di agricoltura sono utili e possono essere ottimi anche se non hanno risposte per questo tipo di problemi.
Quali sono le risposte ai problemi che esistono? Per esempio la coltivazione biologica, biodinamica, sinergica, la permacultura non hanno una risposta per il deserto non hanno risposte per rinverdire grandi superfici, l’agricoltura naturale ha queste risposte, non siamo ancora arrivati al punto di dire che abbiamo successo nel deserto ma possiamo avere una soluzione valida per molte situazioni e siamo avanti nel nostro cammino. Confido che se ci saranno nuove energie, nuove persone, nuove idee avremo presto molte piu’ soluzioni per fare di questa terra un paradiso. Forse gli altri metodi hanno provato in qualche fattoria e forse anche in Africa ma non hanno una risposta per il deserto. Quello che ci manca e’ la collaborazione degli scienziati, perche’ abbiamo bisogno della loro opera, dobbiamo unire sempre la filosofia con la religione se non facciamo questo non c’e’ speranza. Gli scienziati devono ammettere che la natura sa meglio e piu’ di loro di noi, e devono tenere presente che qualsiasi cosa che fanno deve servire la natura, non gli interessi di multinazionali o quelli particolari di pochi individui.
Dimmi almeno un motivo per cui l’agricoltura ha soluzioni che altri non hanno? L’agricoltura naturale non si avvale dell’energia del petrolio, come invece piu’ o meno fanno tutte le altre pratiche, intendo dire dell’avvalersi almeno di una o piu’ cose come macchinari, energia, fertilizzanti, pesticidi o di preparati naturali come integratori. Il metodo dell’agricoltura intensiva per esempio dipende totalmente da questa fonte, dipendere da una sola fonte energetica e’ pericoloso nel momento in cui il costo del petrolio sale come e’ gia’ successo. Esso diventa meno disponibile, la produzione della coltivazione intensiva calera’ vertiginosamente, allora ci potrebbero essere dei problemi molto gravi di approvvigionamento alimentare, soprattutto per le popolazioni che spendono per il cibo gia’ il 70% o piu’ del loro reddito. Pensiamo al solo fatto che questi ultimi aumenti hanno fatto raddoppiare il costo delle materie prime come riso o frumento con gravi ripercussioni per gli abitanti nei PVS. Per noi che spendiamo una percentuale bassa del nostro reddito per alimentarci un aumento di 50 cent o 1 euro per il costo del riso o del frumento incide poco, ma pensate per chi con un reddito giornaliero di 1-2 euro deve comprare da mangiare cosa vuol dire spendere 50 cent o 1 euro in piu’.
Cosa fa nello specifico questo metodo che in pratica lo distingue dagli altri metodi? La cose importanti che fa sono diverse, prima di tutto esso offre una grande varieta’ di semi lasciando alla natura che faccia da se’, non ariamo non diserbiamo non concimiamo non eliminiamo cio’ che si pensa sia nocivo, si cerca solo di favorire cio’ che puo’ essere utile a noi, e non estinguiamo o distruggiamo cio’ che non lo e’. Se evitiamo di lavorare la terra permettiamo ad essa di ricostruirsi in armonia e in uno stato fertile, la teniamo sempre coperta cosi’ facendo la proteggiamo permettendo che si formi un habitat in equilibrio dove la parte organica e minerale e’ ben integrata con quella animale e quella vegetale, cosi facendo avremo difficilmente carestie perche’ il sistema naturale si auto-rigenera e si difende da se’ equilibrandosi senza bisogno dell’intervento umano, altrimenti come ha fatto e come fa a riseminarsi ad ogni stagione che nasce? Le piante, gli alberi, gli insetti e tutto il resto come fanno a sopravvivere, a nutrirsi e a perpetuarsi? L’uomo non deve piu’ danneggiare la natura perche’ cosi’ facendo danneggia se’ e tutti gli altri esseri preparandosi a sopravvivere in un mondo assai poco naturale.
Poca scienza quindi se lasciamo fare quasi tutto alla natura, sembra una nuova filosofia? Bisogna unire la scienza alla filosofia e alla religione, l’armonia esiste se uniamo, se separiamo abbiamo la specializzazione e cosi facendo perdiamo di vista il tutto, compreso l’uomo o natura che sia. Quando noi parliamo di queste cose e’ meglio fare un esempio pratico pensiamo di rinverdire le montagne intorno ad Atene? L’approccio religioso ci dice che non si sa cosa si fa, ma e’ giusto farlo perche’ il profeta dice che e’ giusto, quello filosofico afferma che la natura e’ perfetta e che la conoscenza umana e’ parziale ed imperfetta, l’approccio scientifico dice che dove pascolano gli animali o dove c’e’ il deserto ci sono pochi semi, quindi noi che pratichiamo l’agricoltura naturale raccogliamo una grande quantita’ di semi, facciamo palline per proteggerli dai predatori animali o dai parassiti che siano e poi li seminiamo prima che comincino le piogge. Questo vuol dire unire i tre approcci in modo da aiutare la natura, e la nostra sopravvivenza fino a che non avremo ricostituito il “paradiso” ritrovando la gioia di vivere.
Quali proposte vorresti che venissero realizzate? Vorrei che ritornaste nel vostro paese e cercaste di parlare di questa attivita’ e di quello che avete fatto qui e aiutiate a promuovere la creazioni di orti famigliari, il passaggio dagli altri metodi di agricoltura all’agricoltura naturale con la creazione di fattorie naturali ex novo o convertendo quelle gia esistenti nei tempi possibili, e aiutiate a rinverdire i deserti e le montagne spoglie. La montagna spoglia prima o poi creera’ problemi gravi al contadino che sta a valle quindi i primi che dovrebbero attivarsi sono proprio loro, i coltivatori, sia che siano coltivatori diretti in fattorie famigliari o in aziende organizzate su ampia scala.
Hai qualcosa che vorresti augurarti? Si vedere coltivatori interessati perche’ in questo incontro in Grecia e anche in Italia non vedo coltivatori, anche se per primi dovrebbero essere loro a utilizzare questo metodo, e’ un vero dispiacere perche’ solo loro potranno aiutarci ed aiutarsi ad applicare questa pratica e a migliorala, senza di loro non andremo da nessuna parte “migliore”, continueremo a depauperare la natura pensando che usando i derivati del petrolio a supporto e sostituzione di quello che preleviamo basti per compensare il prelievo, quando potremmo prelevare cio’ che ci necessita con meno lavoro e senza inquinare la terra e cio’ di cui ci cibiamo.